Sannioshire… una vacanza a Benevento

Alla scoperta dell’antica Maleventum poi trasformata in Beneventum

Sott’acqua e sotto vento, sotto il noce di Benevento…

Pare fosse questa la cantilena intonata dalle streghe che usavano riunirsi nelle vicinanze della città di Benevento per celebrare il sacrilego Sabba. Il mito pagano di origine longobarda è ancora vivo anche perché la maggiore industria dolciaria locale dovendo scegliere un nome per il liquore a base di erbe e spezie ha deciso di chiamarlo Strega. Lo sciroppo alcolico è oggi molto diffuso e conosciuto in tutto il mondo insieme all’ambito Premio Letterario che, da sessant’anni, porta lo stesso nome.
La città è situata alla confluenza tra due fiumi, il Sabato e il Calore in una conca da cui si diramano i versanti campano, pugliese e molisano dell’Appennino. Una posizione ritenuta strategica dai popoli – sannitico, romano, longobardo – che vi si sono stanziati in successione a partire dal 268 a.C. e che ne hanno fatto un nodo strategico negli scambi e nelle comunicazioni.
L’instaurarsi del dominio Pontificio nel 1077, durato ottocento anni, ha determinato la progressiva chiusura della città all’interno delle mura longobarde, causandone la perdita di prestigio politico e il decadimento economico.
Il patrimonio storico e architettonico ereditato dal passato è enorme e rappresenta una ricchezza inestimabile soprattutto sotto il profilo della valorizzazione turistica. Da alcuni anni Benevento è orientata verso il recupero dei monumenti e delle testimonianze del passato che giacciono, stratificati, sotto le fondamenta della città moderna.
L’esempio più recente è la riapertura al pubblico del cinquecentesco Palazzo Paolo V, antica sede del governo della città.

Bisogna essere più viaggiatori che turisti per preferire Benevento alle pur splendide destinazioni della costa campana, oltretutto durante la torrida estate che invita senza dubbio a scegliere località balneari piuttosto che la campagna.
Ma se siete alla ricerca di un nuovo sito per il vostro tour culturale, la città delle streghe non vi deluderà.
Noi vi suggeriamo una passeggiata virtuale con una guida ai monumenti più importanti e qualche piccolo cenno ai luoghi di “ristoro” adiacenti. Consigliato l’itinerario a piedi anche perché le dimensioni del centro storico lo consentono. In questo modo, oltretutto, potrete scoprire da soli i piccoli e grandi tesori archeologici e architettonici che si rivelano di vicoletto in vicoletto e che da secoli resistono al tempo costituendo un vero museo a cielo aperto.
I principali monumenti di epoca romana sono l’Arco di Traiano e il Teatro Romano.
Il primo venne eretto tra il 114 e il 117 per celebrare la via Appia che, per volere di Traiano, da Capua raggiunse Benevento e Brindisi. Il monumento è in perfetto stato di conservazione, i bassorilievi incisi sui piloni illustrano scene di politica interna ed estera dell’imperatore che lo ha voluto e sono spesso oggetto di studio.
Il Teatro Romano, invece, venne costruito nell’epoca di Adriano e restaurato in seguito da Caracalla. Maestoso, tra i teatri antichi giunti fino a noi è uno dei più grandi. Al completo poteva contenere fino a 20.000 spettatori. Oggi ha conservato in parte la sua funzione poiché durante la stagione estiva fa da scenario a rappresentazioni teatrali e liriche.
A questo punto lasciatevi guidare dal profumo del vicino panificio detto “Micillo” che sforna pani e dolci di tutti i tipi a partire dalle prime ore del mattino. Particolarmente indicato per uno spuntino di mezza estate, secondo noi, la brioche ricoperta di zucchero.

La grandezza del Ducato longobardo è testimoniata dalla Chiesa di Santa Sofia che appare sulla sinistra percorrendo il centrale Corso Garibaldi, subito dopo il Teatro Vittorio Emanuele; dalle Mura Longobarde che risalgono all’VIII secolo e dalla Chiesa di Sant’Ilario situata in prossimità dell’arco di Traiano.
Santa Sofia venne costruita da Arechi II nel 762. Vi si respira un’atmosfera particolare, forse per le caratteristiche architettoniche che richiamano schemi bizantini e tecniche di costruzione medievali. Accanto alla chiesa Arechi fece costruire un Monastero di cui oggi rimane lo splendido Chiostro. Il complesso attualmente è sede del Museo del Sannio. Completata la visita il ristorante Da Ruggiero, situato proprio sulla piazza antistante la chiesa, propone specialità gastronomiche sannite: fusilli al ragù, cicatielli, carni e insaccati locali accompagnati da un bicchiere di Solopaca, Aglianico o Taurasi tra i rossi, Falanghina o Greco di Tufo tra i bianchi.Tel. 0824- 29632.

Continuando la passeggiata lungo Corso Garibaldi si raggiunge la Rocca de Rettori eretta nel 1321 come sede dei Rettori pontifici nel punto più alto della città. Articolata su tre livelli la Rocca è costruita sull’esempio delle fortezze di Avignone e Carcassonne, tra i delegati apostolici che vi ebbero dimora si ricordano Traiano Boccalini, Stefano Borgia, Gioacchino Pecci, poi Papa con il nome di Leone XIII.
Da non perdere anche il Ponte Leproso, la Chiesa e il Convento di San Domenico e il più recente ‘Hortus Conclusus’ di Mimmo Palladino. Forse non tutti sanno che l’artista, noto esponente della transavanguardia, è nato a Paduli, piccolo comune della provincia di Benevento.

Rosy Andriola


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